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Salvatore Martusciello

Una passione iniziata nel 1991, anno in cui nacque l’azienda Grotta del Sole e che grazie ad un lavoro di archeo viticoltura, portò nel 1994 alla nascita di ben tre nuove aree doc, un caso più unico che raro in Italia.

Fondata nel 2015 a Quarto, comune in provincia di Napoli, la cantina Salvatore Martusciello si ispira alla visione di Salvatore e Gilda Martusciello con l’ossatura di un’importante storia familiare nella viticoltura. I loro vigneti, situati nella Penisola Sorrentina, nei Campi Flegrei e nell’Agro Aversano, producono vini di antica tradizione, rimasti immutati nel tempo.

I 500 metri d’altitudine, la vicinanza al mare, a sorgenti sulfuree e la conformazione del terreno vulcanico hanno fatto in modo che l’afide, portatrice della fillossera che distrusse l’intera viticoltura europea più di mille anni fa, muoia per asfissia, non riesce a giungere su queste coltivazioni e quindi le viti oggi, sono allevate come 2.000 anni fa, sulle proprie radici. In tutta Europa invece è necessario innestarle su una radice americana resistente alla fillossera.

Vini di persistenza, come amano definirli. La famiglia Martusciello, con la grande influenza dello zio di Salvatore, Gennaro Martusciello, che in passato ha ricoperto la carica di presidente dell’Associazione enologica campana, è stata determinante nel portare l’alberata dell’Asprinio alla ribalta, soprattutto per il suo approdo all’importante denominazione di DOC nel 1993.

L’alberata è una delle forme di allevamento molto rara utilizzata in Italia, con cui la vite, che è una rampicante, viene fatta crescere “maritata” ad un albero, invece dei più comuni sostegni, come fili e pali. La tradizione di maritare le viti sembra derivi addirittura dagli Etruschi.

Nel caso dell’alberata aversana le viti si arrampicano su alberi di pioppo, che sono legati tra loro con fili zincati. Il risultato è spettacolare!

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